Qual è la relazione tra viaggio e creatività?
Avete presente la sensazione di sentirvi ricaricati, più forti, più energici durante e dopo un viaggio?
Perché succede? Perché permettiamo alla nostra mente di staccare dai vincoli della quotidianità, dalle responsabilità, dal giudizio, il nostro giudizio e quello degli altri.
La mente va in vacanza, si rilassa e finalmente torna ad essere creativa, come è nella sua natura, prima dei pregiudizi, aperta e accogliente alle novità.
In viaggio diventiamo meno abitudinari e più pronti a fermarci, a guardare, ad ascoltare, a fotografare.
Rallenta il corpo, rallentano i pensieri.
Facciamo spazio al nuovo, al diverso.
Torniamo ad assaporare, a respirare.
I nostri orizzonti si allargano.
Viaggiare regala nuovi amici, nuove esperienze e nuove storie da vivere, da condividere, da raccontare.
Il fatto è che scivoliamo spesso in una vita abitudinaria, un po’ per comodità, un po’ per pigrizia e un po’ per timore. Da un lato tutto questo rende la nostra vita quotidiana più semplice, perché non dobbiamo continuamente pianificare le nostre giornate, ma dall’altro ci rende schiavi della routine, privandoci di tutta la nostra parte istintiva e meno programmata.
Spesso ci ritroviamo in un circolo vizioso che paralizza il nostro corpo e la nostra mente, che ci impedisce di fare il salto di qualità della nostra vita, quel salto che ci porta ad evolvere sia personalmente che professionalmente.
Se da un lato l’abitudinarietà ci fa stare più tranquilli dall’altro ci limita.
Certi giorni ci sentiamo bloccati nella vita che noi stessi abbiamo costruito e voluto. Per questo viaggiare ci aiuta ad evadere da questo schema, a dissipare la rabbia e la frustrazione inespressa e a rilassarci.
Viaggiare in un luogo diverso dal solito ci aiuta ad esplorare noi stessi, ci avviciniamo al nostro più profondo universo, diventiamo più consapevoli delle nostre emozioni e torniamo a casa con un’energia rinnovata.
E questo credo che tutti noi lo abbiamo sperimentato. Quello che forse non tutti ancora hanno sperimentato, almeno non palesemente, è che viaggiare ci rende più creativi.
Psicologi e neuroscienziati lo confermano.
Suoni, immagini, odori, sensazioni, sapori, linguaggi nuovi attivano nuove sinapsi e possono “rivitalizzare” la mente. La creatività infatti è connessa con la neuroplasticità (la capacità del cervello di modificarsi).
Esplorare luoghi diversi e immergersi in culture differenti accresce la flessibilità cognitiva, ovvero la capacità di integrare idee differenti, arricchirsi e migliorarsi.
Questo articolo è per chi non solo ama viaggiare ma adora esplorare.
Qual è la differenza? Esplorare rispetto al semplice viaggiare significa calarsi nell’esperienza del luogo, mescolarsi alla terra che si percorre, colorarsi con i colori delle persone, dei cibi, delle mode, farsi abbracciare dai paesaggi, incuriosirsi delle diverse abitudini, appropriarsi delle parole più significative, ballare la musica della strada, partecipare alle albe e ai tramonti, rincorrere il sole, giocare con le onde del mare.
Ma soprattutto lasciarsi ispirare. Lasciare che il luogo ti insegni qualcosa, ti guidi nel diventare migliore.
In tre mesi a Las Palmas de Gran Canaria probabilmente non sono diventata migliore, o forse si, ma sicuramente ho imparato tanto.
Ho imparato a spalancare la porta della curiosità, a perdermi nei negozi di tessuti, a collegare ciò che vedono gli occhi a ciò che creano le mie mani, a scegliere le stoffe in base alle mie emozioni, a ispirarmi ai paesaggi che vedo, a raccontare la storia del mio viaggio attraverso la forma degli abiti che creo.
Ho imparato a parlare la lingua della creatività con persone da tutto il mondo incontrate in bellissime location, anch’esse finestre sul mondo, tribù per anime creative, come la location delle foto, il bellissimo Digital Spring Coworking (su IG @digitalspringcoworking) e dove ho conosciuto la talentuosa fotografa Alessandra (su IG @la.giachet) che ha immortalato questi momenti nei suoi meravigliosi scatti spontanei.
E poi ho scoperto cosa si prova a creare vista mare.
Difficile da spiegare con le parole. Bisogna provare.
Che viaggiare aumenti e stimoli la creatività, non è una mia intuizione, di questa correlazione ne hanno lasciato traccia grandi artisti della storia, in più sono state condotte delle ricerche su questo tema dimostrandone l’effettiva veridicità.
Adam Daniel Galinsky, uno psicologo sociale americano, ha pubblicato numerosi studi sul collegamento tra creatività e viaggi. Per uno di questi studi infatti ha esaminato insieme ad altri tre ricercatori per 11 anni le esperienze dei direttori creativi di 270 case d’alta moda notando un evidente collegamento tra il tempo trascorso all’estero dagli stilisti e le “innovazioni creative” delle loro case di moda: se un direttore creativo aveva vissuto e lavorato in altri paesi, la sua casa di moda produceva più collezioni rispetto a quelle dove il direttore non aveva viaggiato.
Allo stesso tempo però gli autori hanno constatato che vivendo in troppi posti diversi non si ha la possibilità di immergersi nella cultura locale giovandone in creatività, per cui, per ottenere un effetto positivo non basta spostarsi da un luogo ad un altro, serve un coinvolgimento più profondo verso il posto, spiega Galinsky.
Viaggiare non è solo andare all’estero, ma più semplicemente cambiare routine, basta anche cambiare strada ogni tanto, esplorare i luoghi in cui viviamo ma che abbiamo smesso di guardare, basta fare qualcosa di diverso e sfidante, ma soprattutto occorre aprirsi a quel momento, parlare con persone nuove che possono darci nuovi punti di vista, leggere un nuovo libro, andare ad una mostra, passare del tempo all’aria aperta, insomma rompere gli schemi dell’abitudinarietà.
La relazione tra creatività e viaggio è una relazione tanto profonda quanto affascinante.
Viaggiare, o in generale esplorare, è una fonte inesauribile di ispirazione creativa, influenza il pensiero, il modo in cui gli artisti vedono il mondo e producono opere d’arte, letteratura, musica e altre forme di espressione creativa.
Durante il viaggio si ha la possibilità di espandere le prospettive. Incontrare nuove culture e modi di vivere può ampliare la visione del mondo di una persona. Questo allargamento delle prospettive può influenzare la creatività, poiché le persone iniziano a vedere le cose da angolazioni diverse e a combinare idee apparentemente distanti in modi nuovi e unici.
Viaggiare può aiutare a superare blocchi mentali e blocchi creativi. Essere in un nuovo ambiente può favorire la scoperta di soluzioni inaspettate ai problemi creativi, permettendo alla mente di esplorare nuove strade e possibilità.
In conclusione, il viaggio arricchisce la creatività non solo attraverso l’esposizione a nuovi stimoli, ma anche favorendo uno stato mentale più aperto e recettivo. Che si tratti di una città vicina o di un paese lontano, ogni viaggio ha il potenziale per arricchire il processo creativo di una persona.
Mi sento molto grata di essere portatrice di questo messaggio, perché per poterlo esprimerlo ho dovuto io per prima viverlo, testarne l’effettiva correlazione e in fine trasmetterlo, ridarlo all’universo, affinché non sia solo mio ma di ciascuno di voi.























