Ogni giorno sembra che il tempo non basti mai, una serie di impegni scandiscono le nostre giornate come un orologio svizzero che non fa sconti (sveglia, lavoro, casa, famiglia, responsabilità di ogni genere)…e in questa corsa qualcosa si rompe, è il nostro equilibrio interiore.
Ci sono diversi modi per ritrovare il proprio benessere nella corsa quotidiana, oggi ti vorrei parlare di ciò che ha funzionato con me e che potresti provare anche tu…
Ogni giorno ringrazio la mia passione per la creatività perché è ciò che mi riporta e restituisce a me stessa.
Nella creatività e soprattutto nel cucito rallento e in questo rallentare ho l’opportunità di ricucire i miei pensieri, il mio equilibrio, tutti i miei sogni…
Cucendo impari che tutto si sistema, che ciò che si rompe si ripara, che a tutto c’è una soluzione.
Chi cuce sa che sbagliando si impara e che è proprio dagli errori che nascono le creazioni migliori, l’errore contiene in sé il genio, l’originalità, è un’opportunità di crescita che aiuta a migliorarsi.
Cucendo impari ad aspettare, poiché per ogni cosa c’è un tempo, impari ad essere paziente e a goderti il processo più che il risultato, “il viaggio più che la destinazione”.
Mentre cuci ti accorgi che quando la mano crea, il cuore sorride, perché creare rilassa e acquieta l’anima. Cucendo il mondo attorno a te si ferma e tu impari a nutrirti del silenzio creativo che come una tavolozza ti permette di colorare tutto ciò che a volte sembra non avere colore.
Cucendo impari a perseverare, l’abito nasce prima nella mente, quell’immagine emoziona il cuore e quell’emozione guida le mani che non si fermano fino a quando quell’abito ideale diventa reale.
Impari che “niente si crea, niente si distrugge, tutto si trasforma! “Impari che gli abiti sono storie e che nel crearli hai l’opportunità di raccontare la tua storia.
Impari che un abito ha molte vite e molte forme, tante quante è pronta a vederne la tua fantasia
Impari che puoi essere speciale personalizzando i tuoi capi. Impari che l’arte del cucito è un dono divino e che per questo merita di essere coltivato.
Personalmente ho imparato a cucire per necessità e ne ho fatto virtù.
Fin da piccola ereditavo gli abiti da mia sorella maggiore, come avviene nelle famiglie semplici, ma crescendo avevo necessità di adattare quegli abiti alle caratteristiche del mio corpo e alle mode del momento, per non sentirmi diversa dagli altri, per sentirmi più sicura in quegli abiti.
Imparare quest’arte mi ha aperto la porta della creatività facendomi toccare con mano quanto è divertente personalizzare i propri abiti e sentirsi apprezzata per la propria originalità e per il proprio stile personale. Così ho capito che saper cucire è un dono da coltivare che aggiunge colore alla mia vita, che mi migliora dentro e fuori.
Dio non mi ha dato la perfezione ma mi ha dato la creatività per valorizzare la mia imperfezione.
Dove toglie, Dio aggiunge!
A presto,
Antonella.























