Da chi la moda la segue,
a chi la moda la CREA.

OCEÀMICA

Il mio progetto di Cucito Terapia a Las Palmas

Vorrei cambiare vita ma sento di non avere le risorse per farlo.

Questa storia inizia così, da una paura. La paura del cambiamento, l’insicurezza. Ti suona familiare?

Ebbene sì, è così anche per me: è ciò che ho provato prima di fare il passo che ho fatto, cioè cambiare lavoro, città e persino Stato, perché mi sentivo limitata nella vita che mi ero costruita.

Avevo bisogno di spiccare il volo da quel “nido sicuro” e sentirmi leggera, lasciandomi guidare dal ritmo del mio cuore, dai miei valori che mi legano in modo profondo all’arte e alla creatività, per trasmetterli con tutta la passione di cui sono capace.

Negli ultimi anni ho conquistato gran parte della mia libertà e indipendenza, ma sento anche di non averlo fatto del tutto. Spesso mi sono sentita esausta, con poca energia, desiderosa di una vita più equilibrata e meno caotica. Molte volte mi sono lasciata sopraffare dal senso di colpa, finché non ho capito che tutto ciò che conquisto con coraggio e determinazione non è solo un traguardo personale, ma un valore aggiunto che posso offrire anche agli altri — soprattutto alle persone a me più vicine, che magari, vedendo il mio esempio, si sentiranno spinte a cercare e trovare anche la loro felicità.

Se accadesse, sarei doppiamente felice.

Ci vuole davvero tanto coraggio e tanta fiducia, ma il mondo è grande e merita di essere esplorato. E se hai la fortuna di incontrare persone che, invece di voler vedere il tuo fallimento, ti aiutano a volare, allora ne vale davvero la pena. Io stessa spero un giorno di poter somigliare a queste persone che, un po’ come un faro, ti rassicurano e ti aiutano — non con grandi azioni, ma anche solo con il loro esempio — a trovare la strada giusta.

Persone che non vogliono strapparti, ma che contribuiscono alla tua fioritura.

Attenzione, però: tutto questo non è a costo zero. Richiede sacrificio e disciplina.

Realizzare la propria missione, costruire una professione, è il risultato di un impegno costante, a volte di una vera e propria ossessione per ciò che si vuole imparare a fare bene. 

Il fatto è che spesso, non abbiamo davvero paura di non farcela, ma abbiamo paura di non farcela!

Ma sai qual è l’antidoto alla paura? L’amore (e la fiducia).

Io mi sono fatta questa promessa:

“Cara me, qualunque scelta tu faccia, io sarò con te e ti sosterrò.”

Abbi cura della vita, perché anche la vita avrà cura di te. Contribuisci al benessere della tua parte di mondo. Nel tuo piccolo universo rendi le cose un po’ migliori di come le hai trovate. Fai la tua parte. È già tantissimo!

Oggi, come ogni giorno, colora la tua meravigliosa opera d’arte. E ricorda che seguire il ritmo della natura ti dona sempre il giusto equilibrio.

Io spero di riuscire a conciliare il fascino della moda con il rispetto per la natura. Mi occupo di moda sostenibile da molti anni: ho iniziato nel 2008, anche se fin da bambina trasformavo vecchi abiti in capi originali e unici per prolungarne il ciclo di vita.

Questo è stato anche tema della mia tesi di laurea nel 2010 e, subito dopo, ho aperto un eco-atelier nel quartiere Campo de’ Fiori, nel cuore di Roma. Insomma, un amore profondo e duraturo negli anni.

La mia missione è diffondere bellezza e benessere, che coltivo ogni giorno, sempre.

È proprio questa stessa missione che mi ha portata fin qui: a digitalizzare la mia attività condividendo costantemente contenuti creativi e offrendo corsi base di cucito e tecniche di restyling e re-fashion, sia online che in presenza.

Il nome che ho dato alla mia attività è CREA MODA e l’obiettivo che mi sono data è offrire questa trasformazione alle persone che incontro lungo il mio percorso professionale: da chi segue la moda a chi CREA moda.

Quando mi sono trasferita da Roma a Las Palmas de Gran Canaria ho portato con me un nuovo progetto creato appositamente per questa nuova esperienza: il progetto si chiama OCEÀMICA. Una parola che richiama l’Oceano che circonda l’arcipelago delle Canarie, ma che racchiude essenzialmente anche due altre parole: oceanico (come il “sentimento oceanico) e amica.

Sigmund Freud è stato uno dei primi a parlare di sentimento oceanico, ovvero quella sensazione di appartenere a qualcosa di più grande, paragonabile all’esperienza di immergersi in un oceano senza confini, nel quale ci si sente parte integrante del flusso dell’esistenza.

La parola amica, invece, richiama l’opportunità di creare nuove amicizie e allo stesso tempo diventa simbolo di protezione e responsabilità nei confronti dell’oceano e, più in generale, dell’ambiente.

Oggi il fenomeno del fast fashion produce costantemente nuovi capi di abbigliamento a prezzi molto bassi, facilmente usati e scartati, generando così enormi quantità di rifiuti tessili difficili da smaltire e dannosi per l’ambiente.

Inoltre, la produzione tessile è responsabile dell’inquinamento idrico globale a causa dei vari processi a cui i prodotti sono sottoposti, come la tintura e la finitura, mentre il lavaggio dei capi sintetici rilascia ogni anno tonnellate di microfibre nei mari.

Per contrastare l’impatto che questo fenomeno ha sull’ambiente, OCEÀMICA ti offre le competenze di base di cucito e creatività con l’obiettivo di ridurre i rifiuti tessili, prolungare il ciclo di vita dei capi e incentivare il riciclo dei tessuti.

Si tratta di una serie di laboratori creativi tematici in cui impari a creare o modificare un capo o un accessorio specifico.

Lavorando come designer di moda sostenibile per molti anni, ho capito che per ridurre l’impatto dei rifiuti tessili sull’ambiente è necessario acquistare meno e meglio, ma questo non basta: credo sia altrettanto utile imparare a prolungare il ciclo di vita dei nostri abiti fuori moda o fuori misura, riducendo così la nostra quota di scarti tessili.

Ma inevitabilmente, per imparare a trasformare i nostri vestiti dobbiamo prima conoscere i concetti base del cucito e la geometria degli abiti. Ecco perché organizzo laboratori creativi in cui si impara a creare capi e/o accessori personalizzati, e successivamente a modificarli.

Inoltre, ho la sensazione che esista una fragilità umana che ci spinge a comprare continuamente per conformarci o per colmare bisogni materiali che, in realtà, non ci rendono felici. Per questo lavoro anche sul rafforzamento dell’autostima e sull’espressione della creatività, con l’obiettivo di valorizzare le differenze essenziali e individuali, alimentando il benessere personale e quello collettivo.

Sempre per questa ragione condivido la mia esperienza personale positiva con la creatività come terapia di benessere e la metto a disposizione di tutti, nella speranza che possa essere utile ad altre persone così come lo è stata per me.

Sono una persona decisamente introversa e, a tratti, timida, con varie insicurezze, a volte ben fondate e molte altre del tutto infondate, che hanno condizionato la mia vita, rallentandola e limitandola.

La creatività, però, mi ha resa più forte: mi ha permesso di esprimermi attraverso un linguaggio che sento più mio rispetto ad altri, il linguaggio del “fare con le mani”, che porta alla luce ciò che ho dentro, trasformando i pensieri negativi in energia positiva, un po’ come fa l’arteterapia.

Ecco perché mi piace parlare di terapia del cucito.

La terapia del cucito, così come altre attività manuali, ha il potere di ridurre ansia e depressione, rendendoci più rilassati e sereni. A livello fisico riduce il cortisolo, l’ormone dello stress, e aumenta la serotonina, l’ormone della felicità.

Inoltre, il cucito è un eccellente esercizio di pazienza e perseveranza: per vedere con i propri occhi il risultato del nostro lavoro, dobbiamo anche innamorarci del processo, che a volte è lungo e non privo di ostacoli. Ma impariamo anche dagli errori, anzi, soprattutto da essi.

Nella terapia del cucito, così come nell’arteterapia, il focus non è sul risultato finale, ma sull’esperienza creativa e trasformativa che si vive mentre si lavora per raggiungerlo. È un’attesa piacevole e meravigliosa, un inno alla lentezza, un ritorno al fatto a mano che valorizza la persona, il lavoro creativo e artigianale, come risposta alla cultura del prodotto usa e getta.

Ho sentito il bisogno di racchiudere gli ultimi due mesi (ma anche il lavoro degli ultimi quindici anni almeno) nelle parole di questo articolo. A volte lo faccio, è come fare il punto e dirmi: sono arrivata fin qui!

Come le considerazioni scritte nel diario di bordo della propria vita. Le avevo dentro, ma mi mancavano il tempo e la chiarezza per elaborarle e sintetizzarle in modo da raccontare il senso della mia ricerca senza divagare.

Spero in qualche modo di avervi intrattenuti con contenuti preziosi, che possano accompagnarvi piacevolmente e magari, chissà, ispirarvi a trovare un po’ di fiducia in voi stessi e nella vostra unicità, preziosa per tutti.

Vi saluto con affetto.

Antonella.

OCEÀMICA

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