Sei sicura di conoscerti abbastanza?
Non parlo solo del tuo valore e del tuo potenziale.
Mi riferisco ai tuoi limiti e le tue fragilità.
Sei sicura di aver conosciuto tutte le tue zone d’ombra, quei lati oscuri di te che ti fanno paura, che rifiuti di guardare e di accettare?
Ognuno di noi ha delle zone d’ombra (nessuno escluso) ma proprio in queste a volte è racchiuso il nostro scopo, la nostra missione, non solo nei nostri talenti.
Anzi, molte volte è proprio nel superamento dei nostri limiti che incontriamo il nostro talento, bisogna accantonare la paura e volerli esplorare, proprio come fa l’esploratore, con la stessa curiosità, con la stessa voglia di scoprire spazi e luoghi che prima non conosceva.
“Conosci te stesso” è anche l’iscrizione scolpita a caratteri cubitali sul frontone del tempio di Apollo a Delfi. Gli antichi Greci lo avevano intuito per sentirsi bene con se stessi e costruirsi una buona autostima è fondamentale affrontare un percorso di conoscenza di sé, al fine di comprendere il proprio potenziale inespresso ma anche i propri limiti, la propria imperfezione.
In ognuno di noi c’è un vero e proprio patrimonio interiore, molto più profondo e autentico del mondo esteriore, un terreno che non conosciamo abbastanza perché non abbiamo mai dedicato troppo tempo alla sua esplorazione.
Ma come si fa? Come si fa a entrare in simpatia con le proprie zone d’ombre?
Proiettando luce sulle zone d’ombra esse svaniscono, si dissipano. Fare luce significa volerle guardare, volerle attraversare, farci amicizia, conoscere ogni lato di noi con interesse, curiosità e voglia di aggiustare i pezzi rotti.
Conoscere se stessi significa curare la relazione con se stessi, con la parte più intima e vera, dedicandosi del tempo, anche poco ma ogni giorno, e imparando ad ascoltarsi per riappropriarsi del proprio modo di sentire.
Il lavoro su se stessi conduce alla scoperta di qualcosa di nuovo ed unico che fino ad ora avevamo solo intuito come lo schizzo di quell’opera a cui col tempo si da forma e senso.
La conoscenza di sé aiuta a fare le scelte giuste e poter scegliere è un privilegio che ci permette di dare un’impronta personale alla nostra esistenza.
La conoscenza e la consapevolezza di sé, sia quella interiore sia quella esteriore, ci consente di personalizzare, concetto molto divertente nella moda così come nella vita.
Personalizzare significa adattare abiti o abitudini al gusto e alle esigenze soggettive, anche fisiche, per riprenderci quello che il mondo globale e condizionato ci ha tolto: l’originalità.
Cresciamo come blocchi di marmo, tutti uguali, ma se cerchiamo la bellezza, quella vera, dobbiamo levigare il marmo, limare la materia grezza, scavare, liberarci di tutto quello che non ci rappresenta e non ci valorizza.
Dobbiamo filtrare, fare spazio a ciò che siamo, eliminare ciò che non siamo, buttare giù la maschera, scolpire la nostra identità, lasciare che emerga la nostra bellezza autentica.
Per impersonare la nostra bellezza bisogna sciogliere i condizionamenti, irrobustire l’autostima, fidarsi delle proprie intime intuizioni. Dobbiamo diventare liquidi, fluire, coi nostri pregi e con tutti i nostri difetti, accogliendo la nostra natura (e quella degli altri).
Coesistere, esistere.
Dobbiamo guarire le nostre ferite, curarle e assicurarci di splendere. Dobbiamo celebrare la nostra natura anche senza un pubblico.
Farlo soprattutto per noi, perché lo meritiamo.
Dobbiamo trovare dentro di noi le conferme che cerchiamo fuori.
Come può vedere l’altro la bellezza che tu non sai vedere?
Non c’è una sola formula di bellezza, ognuno deve trovare la propria originale formula e incarnarla offrendola al mondo, con tutte le proprie sfumature, i propri lati originali e bizzarri.
E’ bello anche il difetto! Basta saperlo portare…
E’ un atto di coraggio verso se stessi.
Conoscere se stessi è darsi la possibilità di esserci, di contribuire attivamente al gioco della vita.
Quando ti conosci puoi permetterti di giocare con i tuoi abiti, con il tuo stile, con il tuo look senza la paura del giudizio perché tu sei consapevole della persona che sei e della grande opportunità che hai di esprimerti attraverso qualsiasi cosa.
Anche gli abiti diventano mezzi di espressione, colori, forme, parole di stoffa con cui comunichi chi sei.
Come fa un artista che vede la sua scultura in un blocco di marmo.























