Più cerco la bellezza più semplice è la risposta: la natura è bellezza.
Per capire la bellezza dovremmo osservare la natura, passeggiarci dentro e accorgerci che ha le sue regole e i suoi segreti ma al suo interno, anche se nulla è perfetto, tutto è in armonia.
Da quando mi occupo di bellezza riconosco nella natura la mia principale Maestra, infatti quando ho un dubbio e faccio difficoltà a trovare delle risposte la osservo in silenzio e imparo. Pensa ad esempio al girasole, si chiama così perché volge sempre il suo capo verso il sole, il suo nome deriva dal greco ‘helios’ che significa sole e ‘anthos’ il cui significato è fiore.
Cosa ci insegna il fiore del sole?
La sua natura lo induce a cercare sempre la luce del sole per nutrirsi ed esprimere tutta la sua bellezza
È simbolo di fedeltà, vita, ottimismo e speranza ed è per questo che quando ho un dubbio lo visualizzo per ritrovare fiducia in me stessa e chiarezza su ciò che voglio e cosa devo fare.
A volte gli obiettivi che ci prefissiamo o i nostri desideri sono impossibili così come la nostra idea di bellezza non è del tutto in linea con la nostra natura ed è proprio davanti a ciò che è utile ascoltare e accendere un’altra luce capace di guidarci nella nostra rotta, la luce interiore.
Il girasole in ogni cosa cerca sempre la luce.
Essere come i girasoli significa non fermarsi davanti agli ostacoli e cercare opportunità migliori.
Come il girasole cerca la luce per esprimere la sua bellezza così dovremmo fare anche noi: cercare la nostra luce interiore per sentire e manifestare la nostra bellezza unica e speciale. Nel continuo movimento della vita i girasoli girano su se stessi seguendo la luce del sole quotidianamente.
Noi non abbiamo sempre lo stesso istinto naturale capace di spingerci verso tale ottimismo (che apre a nuove opportunità e apporta i cambiamenti utili alla nostra felicità) ma la natura ci insegna a farlo con l’esempio e come sempre ci dà ogni risposta se ci fermiamo ad ascoltarla.
"Sii come il fiore di loto, che rinasce dal fango, ogni giorno più forte".
Un altro fiore celebre per la sua bellezza, dotato di una particolare aura di mistero è il fiore di loto.
Questo fiore è l’emblema del mantenimento della propria bellezza nonostante viva in acque stagnanti e affondi le sue radici nel fango, la sua particolarità infatti è che pur nascendo nel buio e nel fango arriva in superficie pulito aprendo i suoi petali quando viene toccato dai raggi del sole.
Come colei che preserva la propria purezza nonostante le avversità della vita. Simboleggia la rinascita dopo un lungo periodo di buio, alla fine del quale finalmente vede la luce.
Tutte queste particolarità hanno fatto del fiore di loto il simbolo dell’elevazione spirituale e della capacità di saper affrontare le difficoltà della vita rappresentate dal fango dove la pianta vive.
Nel Buddhismo il fiore di loto è sinonimo di sviluppo spirituale e una crescita interiore per poi arrivare a diventare il simbolo dal distaccamento dal mondo materiale e della purezza.
Rappresenta non solo la purezza della mente e dell’anima, ma anche del corpo.
"Una rosa non ha bisogno di predicare.
Si limita a diffondere
il proprio profumo".
Quando si pensa alla donna amata e desiderata le si regala una rosa come segno di questa ammirazione, perché?
La risposta è nell’essenza di questo fiore.
La rosa è perfetta così com’è, come se bastasse a se stessa.
Quando impari a stare nel tuo silenzio, impari a stare bene con te stessa, ti accorgi di quanto è accogliente e avvolgente, di per sé il silenzio è già pieno, profondo e intenso.
Siamo così frastornati dai suoni e dai rumori da non riuscire più a convivere con il silenzio, è strano ma il silenzio diventa assordante, ci fa paura, come se fosse un nemico da fronteggiare, da ostacolare, da coprire a tutti i costi.
Ma cosa fa paura?
Il vuoto.
È se invece fosse un vuoto – pieno di parti di noi da scoprire?
Se questo silenzio fosse un alleato pronto a donarci parti inesplorate di noi?
Dovremmo fare amicizia con il silenzio per comprendere ogni aspetto di noi, anche e soprattutto le zone d’ombra, la dolcezza delle nostre debolezze, per conoscere e apprezzare il profumo della nostra essenza.
Molte volte tendiamo a metterci in competizione con la bellezza altrui, vorremmo sentirci prime nel cuore delle persone a cui teniamo e per raggiunger il nostro scopo ci affatichiamo nella ricerca di una perfezione che non ci appartiene.
Invece dovremmo rafforzare la nostra autostima, sapere che c’è uno spazio che è nostro e questo ci basta per stare bene.
Goderci la bellezza semplicemente di esistere, di essere così come siamo.
Non è sempre necessario aggiungere, a volte liberare il nostro spazio interno ed esterno è la chiave non dico per la felicità ma per la serenità, e non è poco!
Guarda la rosa com’è forte della sua bellezza, sicura del suo fascino, simbolo di devozione e ammirazione.
Nel suo silenzio dice tutto…si limita semplicemente a diffondere il suo profumo, la sua essenza.























